Ambiente e Rifiuti

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RACCOLTA DIFFERENZIATA

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RIFIUTOLOGO


Consigli per lo smaltimento ecosostenibile dei rifiuti

icona riciclo

La raccolta differenziata, nell’ambito della suddivisione dei rifiuti, indica un sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani che prevede, per ogni tipologia di rifiuto, una prima selezione o differenziazione in base al tipo da parte dei cittadini (separazione alla fonte), diversificandola dalla raccolta totalmente indifferenziata, prevalente sino a pochi anni fa.
Il fine ultimo è dunque la separazione dei rifiuti in modo tale da reindirizzare ciascuna tipologia di rifiuto differenziato verso il rispettivo più adatto trattamento di smaltimento o recupero che va dallo stoccaggio in discarica per il residuo indifferenziato, al compostaggio per l’organico e al riciclo per il differenziato propriamente detto (carta, vetro, plastica, metallo ecc…).
Per quanto detto quindi la raccolta differenziata è propedeutica alla corretta e più avanzata gestione dei rifiuti costituendone di fatto la prima fase dell’intero processo.
I rifiuti separabili (differenziabili) differiscono da quelli non separabili (indifferenziato) per caratteristiche proprie di trattabilità/riciclabilità o meno.
Talvolta chiamato “umido” la frazione compostabile dei rifiuti domestici è spesso la prima componente dei rifiuti (30-35%). In discarica genera il cosiddetto biogas(metano) che talvolta è utilizzato come fonte energetica e il percolato cioè il liquame che si raccoglie sul fondo della discarica. Le discariche hanno il fondo creato con fogli di Pvc termosaldato che incanala il percolato verso il fondo dove viene raccolto e portato ad impianti di depurazione. È per questo che la discarica deve essere sorvegliata fino a 20 anni dopo la chiusura. Gli impianti di compostaggio possono “pretrattare” il rifiuto prima di disporlo in discarica recuperando il metano ed evitando la formazione di percolato.
L’organico in molti comuni è gestito in casa dai cittadini, che lo riciclano in proprio attraverso il compostaggio domestico. In giardino con un contenitore apposito detto composter, anche autocostruito, si raccoglie la frazione organica di cucina e dell’orto/giardino che mediante un processo aerobico di decomposizione si trasforma in concime adatto ad essere riutilizzato direttamente nell’orto.
La frazione organica dei rifiuti solidi urbani è quella frazione composta dai rifiuti biodegradabili quali ad esempio: scarti alimentari, scarti di cucina (bucce di carote, di patate, di frutta, verdura, pane raffermo, fondi di caffè, avanzi di cibo, ecc.), rifiuti dei mercati ortofrutticoli, rifiuti prodotti dai giardini privati e dai parchi pubblici (sfalcio erboso, fogliame, cc.).
L’alta percentuale di acqua contenuta in questi rifiuti fa sì che un sinonimo di frazione organica sia frazione umida.

Ridurre i rifiuti è importante:
  1. perché questa è la direzione intrapresa da leggi e normative europee e nazionali;
  2. perché, se riusciamo a diminuire la quantità di RU che va in discarica e quella delle frazioni differenziate, si possono ripensare i servizi, diminuendo ad esempio le frequenze di raccolta con conseguente diminuzione dei costi;
  3. perché è facile, si tratta di accorgimenti che si possono adottare comodamente nella vita di tutti i giorni!
Ridurre = non gettare, ma riutilizzare

Cosa vuol dire? Significa utilizzare di nuovo cose già usate invece di buttarle via.
Ogni volta che gettiamo qualcosa proviamo a porci la domanda: “Posso riutilizzarla in qualche modo?” Magari non tutto sarà recuperabile, ma una parte sì!
Riutilizzare significa anche riparare. Se mi si rompe qualcosa, ecco la domanda giusta: “Posso riparare o far riparare questo oggetto?”
Riutilizzare significa anche pensare se c’è qualcuno cui il mio oggetto può ancora servire.
Allungando il ciclo di vita di un oggetto evitiamo di:

  1. creare un rifiuto, utilizzando così le risorse in modo più sostenibile;
  2. comprarne un altro, riducendo il consumo di materie prime per la produzione di un bene nuovo.
Alcuni consigli per ridurre i rifiuti
  1. compra oggetti resistenti, non usa e getta;
  2. preferisci i prodotti con un imballaggio idoneo a proteggerli o comunque con imballaggi eco-compatibili (facili da differenziare e riciclare);
  3. acquista prodotti ricaricabili, come batterie, detersivi ecc. e usa i distributori alla spina (per prodotti per la casa e alimentari);
  4. usa borse riutilizzabili, ceste, scatoloni o cassette per fare la spesa, evitando gli shopper usa e getta;
  5. riutilizza fogli già scritti su di un lato per ulteriori appunti e, in ufficio e a casa, non stampare un documento se non è strettamente necessario;
  6. usa i pannolini lavabili per bambini;
  7. ricarica le cartucce esaurite di stampanti e fotocopiatrici;
  8. acquista elettrodomestici con parti sostituibili;
  9. riutilizza gli scarti organici come concime per il giardino, facendo il compostaggio;
  10. passa gli abiti che non metti più in famiglia e tra gli amici, oppure portali presso le associazioni che li raccolgono;
  11. compra mobili o vestiario nei negozi o mercati dell’usato;
  12. non usare fazzoletti in carta, tovaglioli in carta ecc.

Ricorda che un acquisto, per essere davvero sostenibile, deve: essere necessario, durevole, fatto con materiale riciclato, avere l’imballaggio necessario, favorire il risparmio energetico, essere biologico, “equo e solidale”, prodotto localmente, senza sfruttamento dei lavoratori.

Consigli per una spesa sostenibile

Scegli di acquistare:

  1. la frutta e la verdura a peso evitando quelle già confezionate;
  2. i salumi e i formaggi al banco evitando quelli confezionati;
  3. la carne e il pesce al banco, riducendo così gli imballaggi attorno ai prodotti;
  4. pasta e riso in confezioni di cartone;
  5. le uova in confezioni di cartone;
  6. le confezioni “formato famiglia”, evita le confezioni monodose.

Isola ecologica

Isola Ecologica cefalù
Contrada Caldura
(il Centro di Raccolta comunale di Cefalù)

Aperto tutti i giorni
dalle ore 6.00 alle ore 18.00
escluso i festivi

Cosa portare

Possono conferire i rifiuti di seguito elencati tutti i privati cittadini (Servizio non valido per le aziende e possessori di P.IVA)

  1. Rifiuti ingombranti, apparecchi elettrici (RAEE): frigoriferi, televisori, computer, divani, materassi, reti, boiler, telefoni, giocattoli, infissi…
  2. Legname e imballaggi in legno (cassette e pallet)
  3. Teli in polietilene e cassette da frutta in plastica
  4. Inerti e materiali di risulta
  5. Materiali ferrosi
  6. Batterie d’auto, lampadine e pile usate
  7. Vecchi pneumaticii
  8. Sfalci e potature
  9. Oli alimentari esausti*

* 4 buoni motivi per non gettare gli oli esausti nel lavandino:


1. intasamento delle reti fognarie con i conseguenti costi di manutenzione
2. maggior costo per la depurazione delle acque a carico dei cittadini
3. inquinamento delle falde
4. inquinamento delle acque superficiali (laghi, fiumi, mare) con danni all’ecosistema, alla flora e alla fauna.

Cosa fare?

Mettere gli oli esausti in un contenitore e portarli all’isola ecologica


Azioni Green per aiutare il nostro Pianeta

  1. Mangiare più frutta e verdura: il ciclo di produzione di carne bovina è responsabile del 18% delle emissioni mondiali di gas serra, oltre a favorire, per il suo sfruttamento intensivo, la deforestazione.
  2. Riciclare l’olio usato in cucina: da 100 kg di olio usato se ne ottengono 68 di olio nuovo; inoltre 1 solo kg di olio usato disperso nell’ambiente inquina 1.000 mc d’acqua.
  3. Riciclare la plastica: ognuno di noi produce circa 30 kg di plastica ogni anno; se questa plastica fosse completamente riciclata, in un Comune di 100.000 abitanti si risparmierebbero 10.000 tonnellate di petrolio di carbone.
  4. Riciclare la carta: per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri di acqua e 7.600 kwh di energia elettrica, mentre per produrre una tonnellata di carta riciclata “bastano” 1.800 litri di acqua e 2.700 kwh di energia elettrica.
  5. Riciclare il vetro: la raccolta differenziata del vetro permette un risparmio annuo, in Italia, pari a 400.000 tonnellate di petrolio.
  6. Evitare sprechi idrici: controllare la corretta efficienza dei rubinetti presenti all’interno delle nostre case (1 goccia al secondo può significare centinaia di litri in un anno), chiudendo il rubinetto mentre ci insaponiamo sotto la doccia o mentre laviamo i denti, perchè lasciarlo aperto per soli 4 minuti significa sprecare 50 litri di acqua.
  7. Risparmiare energia: acquistando lampadine ed elettrodomestici a basso consumo, utilizzando solo batterie ricaricabili, spegnendo tutti gli standby di televisori, dvd, decoder, e disinserendo dalle prese caricabatterie vari; se 100 persone, durante la loro pausa pranzo, spegnessero il computer si risparmierebbero 15 kwk equivalenti a circa 8 kg di CO2 in atmosfera.
  8. Non esagerare con l’uso del condizionatore quando fa caldo: lasciarlo acceso di notte provoca un consumo inutile di circa 6 kwh, che è la stesa energia necessaria per guardare la TV di casa per circa 60 ore.
  9. Differenziare i farmaci: altrimenti in discarica possono dar luogo ad emanazioni tossiche ed inquinare il percolato.
  10. Scegliere per gli spostamenti la bicicletta o i mezzi pubblici, perchè 10 km percorsi in autobus invece che in automobile (sia privata che taxi), evitano l’emissione in atmosfera di più di 1,5 kg di CO2.

L’AGENDINA VERDE DI M’ILLUMINO DI MENO

  1. passa gli abiti che non metti più in famiglia o tra gli amici, oppure portali alle associazioni che li raccolgono
  2. compra oggetti resistenti, non usa e getta
  3. ricarica le cartucce esaurite di stampanti e fotocopiatrici, e acquista prodotti ricaricabili
  4. vietato sprecare
  5. ristrutturare e costruire eco-sostenibile
  6. usa borse riutilizzabili per la spesa e riutilizza fogli di carta già scritti su di un lato per ulteriori appunti
  7. riutilizza gli scarti organici come concime per il giardino, facendo il compostaggio

IL DECALOGO DI M’ILLUMINO DI MENO

Buone abitudini per la giornata di M’illumino di Meno (e anche dopo!)
  1. spegnere le luci quando non servono
  2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
  3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
  4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
  5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
  6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
  7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
  8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
  9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
  10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto. utilizzare la bicicletta per gli spostamenti in città.

La Pagina Verde

  1. Compostaggio: trasformazione dei rifiuti organici in compost, una sorta di concime naturale di ottima qualità per le piante.
  2. Data di scadenza: data dopo la quale un alimento non deve più essere consumato.
  3. Discarica pubblica: luogo nel quale vengono stoccati i rifiuti.
  4. Centro di raccolta differenziata: luogo organizzato per ricevere i rifiuti tossici o riciclabili. Gli apparecchi elettrici o elettronici, i vecchi mobili, la carta, la plastica o gli scarti di giardino possono essere conferiti presso il centro di raccolta differenziata. La maggior parte di essi saranno riciclati.
  5. Rifiuti organici: sono i rifiuti che possono essere sottoposti a compostaggio. Ne esistono due categorie: i rifiuti di cucina (resti di pasti, bucce di frutta e legumi, fondi di caffè, bustine di tè, ecc.) e gli scarti di giardino (foglie e tosature di prati, fiori appassiti, rami).
  6. Eco-progettazione: un prodotto eco-progettato è un prodotto che nuoce pochissimo all’ambiente, dalla sua progettazione fino al suo riciclaggio.
  7. Riduzione alla fonte: ridurre alla fonte significa produrre meno rifiuti. È possibile ad esempio evitare di acquistare dei mini prodotti, o usare una borsa di tela per fare la spesa invece di sacchetti di plastica usa e getta. In alcuni casi, è possibile anche arrivare a “rifiuti 0”.
  8. Riuso: va inteso come un’alternativa al concetto dell’ usa e getta. Esso si attua quando le funzioni per cui è stato creato l’oggetto sono riviste alla luce di un suo nuovo ed originale utilizzo. Il riutilizzo offre una seconda vita agli oggetti smessi: mobili, vestiti, elettrodomestici, ecc. Diversamente, il riciclaggio impone la distruzione del rifiuto per creare nuovi diversi oggetti o prodotti. Nella gerarchia dello smaltimento dei rifiuti, il riuso è definito come la seconda delle “3R”; riduzione, riuso e riciclo.