Il territorio di Cefalù, oltre agli itinerari collinari e montani del Parco delle Madonie, propone splendide passeggiate e una natura incontaminata che offre, oltre a tantissime bellezze panoramiche e naturali, le orchidee ed alcuni gasteropodi quali la Helix Mazzullii, la vermiculata e la cephaleditana.

Le bellezze del territorio vanno ad aggiungersi al Patrimonio monumentale della Città che è ricchissimo. Significative costruzioni medievali sono presenti nella Città:
il Palazzo Maria (Piazza del Duomo) e l'Osterio Magno (Corso Ruggero). Queste due costruzioni erroneamente, sono state identificate come la Domus Regia ruggeriana che, invece, fu inglobata all’interno del Palazzo Vescovile, in quella parte adiacente alla Canonica.
L'Osterio Magno è un complesso monumentale del XIII secolo, accertata residenza, a Cefalù, dei Ventimiglia Marchesi di Geraci.
Questi, che possedevano in Città vaste proprietà con torri e vigne, svolsero un ruolo molto importante a Cefalù reggendone, talvolta, il Governo e interferendo spesso con il potere della Chiesa. La loro presenza rese sempre più solido quel vincolo,
oggi ancora vivo, che ha sempre legato Cefalù al territorio ed ai Paesi delle Madonie.
Ai Ventimiglia si devono varie altre costruzioni cittadine: la parte più antica di Porta Pescara, la Torre di Porta Ossuna e, forse, parte della Chiesa di S.Antonio di Padova. Arrigo Ventimiglia, nel 1263, interveniva nella definizione del tetto della Cattedrale e Francesco II, nel suo testamento (1386), chiedeva di essere sepolto nel sarcofago della Cappella di famiglia in Cattedrale, dove oggi riposa.
Il sarcofago, assieme ad altri mausolei, arricchisce il patrimonio artistico della Basilica di Cefalù, monumento più importante della Città: il mosaico bizantino dell'Abside (1148), la croce lignea bifronte dipinta da Guglielmo da Pesaro (seconda metà del XV secolo), gli stucchi barocchi (1650) di Scipione Li Volsi arricchiti dalle pitture di Ignazio Bongiovanni, una Madonna con bambino (1533) di Antonello Gagini , l'Altare del SS. Sacramento (1764-1779), pregevole lavoro degli argentieri palermitani Gregorio Balsamo, Giovanni Rossi, Giuseppe Russo ed altri. Il Paliotto fu realizzato su disegno del pittore cefaludese Geronimo Cassata (1714-? ).
Il Tesoro della Cattedrale è arricchito da due Reliquiari: quello della Santa Croce e quello delle Sante Spine.
L’interno della Cattedrale, a tre navate con copertura lignea, è arricchito da un fonte battesimale romanico con vasca di lumachella grigia. Annesso alla Cattedrale è il bellissimo Chiostro, decorato da colonne binate con capitelli scolpiti. All’esterno la facciata è opera del Panittera (1240 ) e il portico di Ambrogio da Como ( 1473 ).
Il Sagrato, antico Cimitero pubblico, secondo la tradizione, fu costituito con la Terra Santa di Gerusalemme fatta venire, per volontà di Ruggero II, da quella località, chiamata Aceldama , che accolse il cadavere di Giuda in una fossa pagata con i trenta denari, prezzo del suo tradimento. Il Sagrato oggi, con termine popolare, viene chiamato turniali, termine preso in prestito dall’antico nome del Chiostro.
Molto originale per la sua struttura è il Lavatoio pubblico, detto "Medievale", foce del fiume Cefalino che, nascendo dalle montagne alle spalle di Gratteri, giunge a Cefalù attraverso un percorso sotterraneo, rafforzando quel legame ancestrale, mare - monti , che ha permeato la storia di Cefalù e del comprensorio delle Madonie.
Il Barocco è rappresentato dai prospetti del Monte di Pietà (1716) e della Chiesa delle Anime Purganti (1668), mentre, tante altre chiese, ricordano epoche e stili diversi.
Una visita a Cefalù non può escludere una sosta al Museo Mandralisca che contiene una pregevole collezione archeologica, una Pinacoteca della quale fa parte il "ritratto d'Ignoto", capolavoro di Antonello da Messina, una collezione malacologica e una biblioteca storica.
A circa 4 Km. da Cefalù sorge il placido Borgo di S.Ambrogio, frazione di Cefalù sorta intorno al 1783, con un bel panorama e tanta simpatica accoglienza.
A pochi chilometri da Cefalù, presso l’omonima contrada sorge la chiesetta di S. Biagio, antica “gancia”, pertinenza di un Cenobio benedettino. All’interno della cappella è possibile ammirare magnifici affreschi del XIII secolo, opera di maestranze della scuola pittorica siciliana.
Tra gli ulivi di Settefrati, svetta la torre del Castello Ortolani di Bordonaro, antica dimora della Famiglia Duca, donato dal Gabriele Ortolani, Barone di Bordonaro e Principe di Torremuzza (1907 - 1992), alla Città di Cefalù, perché diventasse centro propulsore di attività socio- culturali.
Ai piedi di Pizzo S. Angelo, a 15 Km. da Cefalù, a 800 mt. s.l.m., tra una fitta vegetazione di castagni, querce e frassini, sorge il Santuario di Gibilmanna, interessante luogo di culto e meta di pellegrinaggi. All’interno si può ammirare l’altare barocco con marmi policromi di pregevole fattura, eseguito per la Cattedrale di Palermo dallo scultore Baldassare Pampillonia, su disegno dell'Arch. Paolo Amato, acquistato, poi, dal guardiano del Convento di Gibilmanna nel 1785.
All’interno dell’antico Convento si trova una cospicua Biblioteca ed è possibile visitare un ricco Museo che raccoglie opere d’arte provenienti da Chiese e Conventi , non più attivi, della provincia cappuccina di Messina. Il Museo contiene anche una ricca collezione etno - antropologica.