Cefalù e i Savoia

« Il primo incontro dei Savoia con la storia di Cefalù risale al 1622, in occasione della rinnovata esigenza di un porto nella città. Scrive il Di Marzo (DI MARZO G. – Della costruzione di un molo in Cefalù affidata da Emmanuele Filiberto di Savoja ad Ottavio D’Aragona in AA.VV. - Archivio Storico Siciliano, Palermo 1895 XX pp.258-259): Fra i registri della Real Secreteria del regno di Sicilia, nel1'Archivio di Stato in Palermo, e propriamente nel registro di num. 41 dei dispacci viceregii del 1622-23, a fog. 238, ne trovo uno del principe Emmanuele Filiberto di Savoja, vicerè in Sicilia, ai giurati di Cefalù, in data di Palermo addì 9 del dicembre del 1622, per la costruzione da farsi di un molo in quella marina. Scrisse egli loro pertanto che … (  ) …  desiderava che si facesse il detto molo nel sito più opportuno … (   ) …  Ma quel molo non fu più costruito giacché  prima di un anno, a 5 di settembre del 1623, cessa di vivere l'insigne  ammiraglio, palermitano, che aveva avuto affidata la direzione di quell'opera e prima poi di un altr’anno, siccome è noto, a 3 di agosto del 1624, morì di contagio il principe Emmanuele Filiberto di Savoja, che l'aveva ordinata …
Paolo Petrini - Incisione - Cefalu dedicata... (Fine del XVII sec.) Dopo l’Unità d’Italia oltre alla normale routine governativa, si presentano alcune specifiche occasioni (MARINO Nico – Cefalù e i Savoia in Il Corriere delle Madonie, Anno XXXIX n. 11-12, novembre-dicembre 2002) ».


Il 22 aprile 1868  alle ore 11 nel Palazzo Reale si celebra il matrimonio civile tra il Principe Umberto e la Principessa Margherita. Il Consiglio Comunale riceve il seguente annuncio a stampa: Il Re d’Italia – Fedeli Diletti Nostri. Il Matrimonio di Sua Altezza Reale la Principessa Margherita di Savoia coll’amatissimo Nostro primogenito Umberto Principe di Piemonte fu celebrato quest’oggi. Voi pure Godrete certamente della Nostra gioia di Padre e di Re; perciò vi diamo annunzio del fausto avvenimento, e preghiamo Dio affinché vi prosperi e conservi. Da Torino il 22 Aprile dell’anno milleottocentosessantotto Vittorio Emanuele (Firma autografa).  
Nel gennaio del 1878 muore Vittorio Emanuele II, gli succede Umberto I. Da Roma, la Segreteria Particolare di S. M. il Re, invia al Sindaco di Cefalù una lettera (N° 2366), listata a lutto, datata 18 giugno 1878: Ill.mo Signor Sindaco S. M. nel ricevere dall’Onorevole Rappresentante di codesto Collegio l’indirizzo che accompagnava l’elegante esemplare della commemorazione funebre del Suo Augusto Genitore, già esprimeva all’egregio sig. Comm.re Botta la Sua particolare soddisfazione per così gentile ed affettuoso omaggio. Piacque ora alla M.S. di ordinarmi di essere interprete presso la S. V. Ill.ma dei Suoi vivi ringraziamenti per le testimonianze di grato ossequio costì rese al Re Liberatore e pei sentimenti espressi da codesta onorevole Giunta verso la sua Reale Persona. Obbedisco con premura ai graziosi voleri del Re assicurando ad un tempo la S.  V.  Ill.ma che S. M. la Regina si associava al Suo Augusto Consorte nell’apprezzare e gradire la cortese offerta di uno speciale indirizzo ad Essa dedicato e di una Copia distinta della patriottica commemorazione. Il Ministro Prione (?).
Il 17 novembre 1878 il Re si trova in visita a Napoli. Mentre passa tra due ali di folla plaudente, un individuo sale sul predellino della carrozza reale e, armato di un pugnale, assale il Re che si difende con la sciabola. Malgrado ciò il Sovrano viene ferito al braccio destro. Viene ferito anche l’On. Cairoli. L’attentatore colpito al capo da un fendente vibrato con la sciabola da un corazziere viene catturato: è il cuoco Giovanni Passanante, repubblicano. Tutta la nazione gioisce per lo scampato pericolo dei Sovrani. La Civica Amministrazione di Cefalù fa giungere al Re le proprie felicitazioni alle quali la Segreteria Particolare di S. M. il Re risponde con lettera da Monza del 2 dicembre 1878: On. Signor Sindaco Le felicitazioni offerte da codesta Giunta Municipale a Sua Maestà il Re per lo scampato pericolo ed i gentili auguri espressi alla graziosa nostra Sovrana in occasione del Suo giorno Natalizio furono ben gradita testimonianza agli Augusti Sovrani della devozione e dell’affetto di codesta patriottica popolazione. Nel pregare la S.V. Ill.ma di essere interprete presso la Giunta Municipale di Cefalù della soddisfazione e dei ringraziamenti delle Loro Maestà, la assicuro, Sig. Sindaco, della mia distinta osservanza. Il Ministro Prione (?).
Nell’estate del 1884 scoppia una nuova violenta epidemia di colera a Napoli. Frencesco Bevelacqua - Olio su tela  - “  Alba a Cefalù  ” - Circa 1850 (Pinacoteca della Fondazione Culturale Mandralisca). Il 4 settembre, il  Re invitato ad assistere a corse ed esercizi di cavalleria a Pordenone risponde con un telegramma: “A Pordenone si fa festa, a Napoli si muore, vado a Napoli”. Alle ore 3,55 dell’otto settembre successivo il Re, accompagnato dal Principe Amedeo, giunge a Napoli dove dalla folla viene salutato al grido: “Viva il Secondo Padre della Patria!” e dove si fermerà fino alla mattina del 14.
La Municipalità di Cefalù invia a S. E. Il Ministro dell’Interno una lettera indirizzata al Re: A Sua Eccellenza Ministro dell’Interno – Napoli – Sire La Vostra Vita è preziosa all’Italia e perciò la dovete conservare. Valoroso soldato avete mostrato sui campi di battaglia come si affrontano le lotte ardimentose. Da Sovrano spregiate la morte accorrendo là dove imperversa la sventura, dove infuria un morbo fatale. Magnanimo esempio di un Re che a ragione oggi la fedele e riconoscente Nazione appella, secondo Padre della Patria. Sire, questa Rappresentanza municipale, anco a nome dei suoi rappresentanti, Vi prega di risparmiare la Vostra Vita che Dio conservi incolume. Pel Sindaco l’Ass. Cirincione
La risposta non tarda ad arrivare: (Stemma di Casa Savoia) Ministero dell’Interno – Gabinetto – N°  1872 – Stradella 25 settembre 1884 - Mi feci grata premura di Rassegnare a S. M. il Re i sentimenti di ammirazione e di gratitudine espressi nel telegramma della S.V. per la recente visita alla Città di Napoli. L’Augusto Sovrano ha gradito molto tale spontanea manifestazione del sentimento nazionale, e mi ha onorato dell’incarico di rendermi interprete dei Suoi ringraziamenti. Il Ministro Depretis (Firma autografa).
Circa otto anni dopo il Sindaco di Cefalù riceve una lettera dalla Casa di S. A. R. il Duca degli Abruzzi: Maddalena 29 aprile 1892 Ill.mo Sig.r Sindaco S. A. R. il Duca degli Abruzzi ha ricevuto la bellissima pubblicazione che illustra la Città di Cefalù, e m’incarica di esternare a V. S. ed ai Membri tutti del Municipio i suoi più vivi ringraziamenti pel gentile pensiero. S. A. R. ricorda sempre con piacere le poche ore passate nella città moderna, che vince certamente l’antica pei sentimenti della popolazione, e per la squisita amabilità dei suoi rappresentanti, e conserverà il libro, gradita memoria della sua gita. Nell’eseguire gli ordini di S. A. R. sono lieto di poter rinnovare i sensi di alta stima e considerazione con cui sono di V. S. Ill.ma D.mo G. Capomazza Addetto a S.A.R.
Il libro in questione è senza dubbio il volume in folio di Rosario Salvo di Pietraganzili: Cefalù la sua origine i suoi monumenti (Editrice Tempo, Palermo 1888). Niente sappiamo invece circa questa visita del Duca degli Abruzzi. A quella data a portare tale titolo era il diciannovenne Luigi Amedeo (Gianni OLIVA – I Savoia, “Il Giornale” Biblioteca Storica, 1998 p. 375 tav. 9).

« Il 24 ottobre 1896, nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli in Roma, solenne celebrazione delle nozze del Principe Ereditario Vittorio Emanuele con la Prin­cipessa Elena Petrovich del Montenegro. Per l’occasione il Consiglio Comunale di Cefalù invia un messaggio augurale. Da  Monza, il 16 novembre 1896 il Reggente il Ministero della Real Casa, Tenente Generale Ponzio Vaglia, invia una lettera di ringraziamento: Signor Sindaco, fui lieto ed onorato di rassegnare al nostro Augusto Sovrano l’in­dirizzo rivoltogli dal Consiglio comunale di Cefalù nell'occasione delle Nozze del Prin­cipe Reale. S.M. lesse con molto compiacimento l’indirizzo medesimo, nel quale così nobili sentimenti erano espressi di affetto per l’Italia e per la Casa di Savoia, di simpatia pel Montenegro. Il Re ringrazia ora a nome della Regina e dei Principi Sposi, codesta rappresen­tanza municipale per aver partecipato alla letizia ed ai voti dell'Augusta Famiglia. Mi è caro manifestarle il gradimento ed offrirle ad un tempo, Signor Sindaco, gli atti della mia distintissima osservanza (LIBRO ROSSO f. 410r). Il 21 giugno 1926 S.A.R. il P.pe Ereditario Umberto di Savoia giunge a Cefalù alle ore 17,30 accompagnato dal Ministro delle Colonie Principe Scalea, dai  Generali Basso, Clerici e Fasolis, dal Prefetto Mori, dall’On. Cucco e dal Soprintendente ai Monumenti Comm. Valenti (Il figlio del Re dalle Madonie al mare di Cefalù in L’Idea Cristiana, Anno VII n.12, 4  luglio 1926) Il 21 giugno 1926 S.A.R. il P.pe Ereditario Umberto di Savoia giunge a Cefalù alle ore 17,30 accompagnato dal Ministro delle Colonie Principe Scalea, dai  Generali Basso, Clerici e Fasolis, dal Prefetto Mori, dall’On. Cucco e dal Soprintendente ai Monumenti Comm. Valenti (Il figlio del Re dalle Madonie al mare di Cefalù in L’Idea Cristiana, Anno VII n.12, 4  luglio 1926). In quella occasione una bimba, certa Filomena Garbo,in attesa del passaggio di S.A.R. da Via Candeloro, offrì al Principeun mazzolino di fiori. S.A.R. Il Principe Umberto di Savoia durante la visita in Cattedrale (1926) Il Municipio di Cefalù conserva ancora la penna d’argento con la quale il Principe appose la sua firma sul Libro Rosso. La penna, acquistata presso la gioielleria Matranga di Palermo, ha la forma di penna d’oca e sulle piume presenta, in rilievo, la dicitura dorata “Ricordo”. Sul coperchio della scatola che la racchiude, inoltre, si trova la seguente didascalia manoscritta: 21 giugno 1926 Penna con la quale S.A.R. il Principe Umberto di Savoia, venuto a Cefalù, firmò il Libro Rosso. A memoria imperitura di quella visita, nella seduta consiliare di quello stesso giorno, si decide di intitolare al Principe Umberto il “Viale della Libertà”. Tre anni dopo (domenica 10 febbraio 1929) il Principe passa da Cefalù in treno. Una folla immensa lo aspetta alla Stazione. Alle ore 13,00 il convoglio reale si ferma a Cefalù. Umberto, affacciatosi al finestrino, saluta la folla che lo applaude, poi prosegue per Palermo. Il mercoledì successivo si sparge la voce in città che il Principe passerà in auto da Cefalù. La città si imbandiera; il Corso Ruggero trabocca di folla. Ma arriva un’altra notizia: il Principe non passerà in auto ma, ancora una volta, in treno. I cefaludesi vanno allora alla stazione dove alle 15,30 ecco il treno con S. A. R il Principe di Piemonte. Altro bagno di folla, altro giubilo. Umberto, che afferma: “So quanto i Cefaludesi mi vogliono bene”, promette di ritornare a Cefalù (MAGGIORE A. – Il Principe di Piemonte Passa a Cefalù in L’Idea Cristiana, Anno X n. 4, 17 febbraio 1929). Il giorno 8 gennaio 1930 S.A.R. il Principe Umberto, nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli in Roma, sposa Maria del Belgio. Da Cefalù vengono inviati telegrammi e messaggi augurali di Associazioni e Autorità. Già dal giorno 5 la città è imbandierata; alla stazione oltre alla bandiera italiana sventola anche la bandiera belga. Nel giorno delle nozze gli Ufficiali e la truppa del Distretto Militare vestono la grande uniforme. Il Commissario Prefettizio Cav. Gargano ed il Segretario Cav. Guercio sono a Roma in rappresentanza di Cefalù (Per le auguste nozze, in L’Idea Cristiana, Anno XI n. 2, 12 gennaio 1930).
Durante la prima settimana di maggio del 1932 (Cefalù acclama entusiasticamente i Principi di Piemonte al passaggio del treno Reale, in L’Idea Cristiana, Anno XIII, n. 9, 8 maggio 1932) il treno Reale passa dalla stazione di Cefalù con a bordo i Principi Umberto e Maria Josè. Alla stazione sono ad attenderli il Commissario Prefettizio Prof. Pasquale Matassa, Mons. Giovanni Pulvirenti, Vescovo di Cefalù (1922-1933), le Autorità Civili e Militari assieme ad un mare di folla festante. Il treno si ferma in stazione, la banda intona la Marcia Reale e due bimbe, le piccole Piraino e Corona, offrono alla coppia mazzi di fiori. Il treno quindi riparte alla volta di Palermo. Il generale Clerici, Aiutante di Campo di S.A.R., invia al Comune di Cefalù un telegramma di questo tenore: Augusti Principi vivamente ringraziano codesta Patriottica Cittadinanza per gentile manifestazione fatta alla stazione e che riuscì ben gradita. Il Commissario Prefettizio risponde al Generale Clerici con telegramma: Cittadinanza Cefaludese entusiasta per lieto gradimento LL.AA.RR. omaggio espresso, improntò imponente dimostrazione inneggiando gloriosa Stirpe Sabauda. Il 25 luglio 1938 S.A.R. il Principe Umberto torna a passare da Cefalù in automobile; ad attenderlo i cittadini che lo salutano calorosamente mentre passa tra due ali di folla festante.
Il 25 luglio 1938 S.A.R. il Principe Umberto torna a passare da Cefalù in automobile; ad attenderlo i cittadini che lo salutano calorosamente mentre passa tra due ali di folla festante. Il 4 gennaio 1943 il Re Vittorio Emanuele III fa una fugace apparizione a Cefalù in automobile, sostando per poco tempo in piazza Duomo. Poco prima dell’estate di quello stesso anno, S. A. R. la Principessa di Piemonte, Maria Josè del Belgio, moglie del Principe Umberto, viene a Cefalù nelle vesti di Crocerossina. Poco prima dell’estate di quello stesso anno, S. A. R. la Principessa di Piemonte, Maria Josè del Belgio, moglie del Principe Umberto, viene a Cefalù nelle vesti di Crocerossina. Viene ricevuta da Monsignor Emiliano Cagnoni, Vescovo di Cefalù (1934-1969). L’avvocato Giuseppe Martino ne immortalò la presenza scattando alcune foto. Le proponiamo per gentile concessione del Giudice Dott. Salvatore Martino. Viene ricevuta da Monsignor Emiliano Cagnoni, Vescovo di Cefalù (1934-1969). L’avvocato Giuseppe Martino ne immortalò la presenza scattando alcune foto. Il 17 marzo del 1946 si tengono le prime Elezioni Amministrative del dopoguerra, il 30 successivo si insedia il Poco prima dell’estate di quello stesso anno, S. A. R. la Principessa di Piemonte, Maria Josè del Belgio, moglie del Principe Umberto, viene a Cefalù nelle vesti di Crocerossina. Viene ricevuta da Monsignor Emiliano Cagnoni, Vescovo di Cefalù (1934-1969). L’avvocato Giuseppe Martino ne immortalò la presenza scattando alcune foto. Le proponiamo per gentile concessione del Giudice Dott. Salvatore Martino. Consiglio Comunale che elegge il Sindaco nella persona del dott. Giuseppe Giardina (AQUIA Enza – MARANTO Roberto, Elenco dei Sindaci, Commissari e Podestà che si sono susseguiti dal 1889 al 1999, Cefalù 1999, inedito) con 22 voti su 28 consiglieri  Poco prima dell’estate di quello stesso anno, S. A. R. la Principessa di Piemonte, Maria Josè del Belgio, moglie del Principe Umberto, viene a Cefalù nelle vesti di Crocerossina. Viene ricevuta da Monsignor Emiliano Cagnoni, Vescovo di Cefalù (1934-1969). L’avvocato Giuseppe Martino ne immortalò la presenza scattando alcune foto. Le proponiamo per gentile concessione del Giudice Dott. Salvatore Martino.(Delib. Cons. n. 1/946 del 30 marzo 1946).  Il 2 giugno 1946 si tiene il Referendum Istituzionale per decidere, scegliendo tra Repubblica e Monarchia, come governare l’Italia. Il popolo cefaludese manifesta, per l’ennesima volta, le sue simpatie verso la Casa Reale: la “Repubblica” ottiene 1885 voti, la “Monarchia” 3.929 (ibidem). Nella Seduta del 17 agosto 1947, infine, in seguito ad interpellanza del consigliere Francesco Paolo Miceli, il Consiglio Comunale delibera di ribattezzare il “Viale Principe Umberto” con il suo vecchio nome di “Viale della Libertà”, malgrado il Sindaco faccia rilevare che con una circolare Prefettizia del 2 maggio 1945 (n. 19452)i Comuni fossero stati invitati a soprassedere alle deliberazioni riguardanti le persone della famiglia Savoia in attesa di disposizioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Aquia-Maranto cit.). Quest’ultima deliberazione però non venne mai messa in atto; la strada continuò ad essere chiamata “Viale Principe Umberto” e solo nel 1981 assunse l’attuale intitolazione di “Via Roma”( MARINO 2002 cit.)».


I Savoia a Cefalù nel 2005
22 maggio 2005 il Sindaco di Cefalù Simona Vicari accoglie nel palazzo municipale S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele di Savoia e consorte Gli ospiti registrano la loro presenza sul “  Libro Rosso ” del Comune di Cefalù

Il 22 maggio 2005 il Sindaco di Cefalù Simona Vicari accoglie nel palazzo municipale S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele di Savoia e consorte.
Gli ospiti registrano la loro presenza sul "Libro Rosso " del Comune di Cefalù.


Emmanuele Filiberto di Savoja
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Umberto I di Savoja
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